<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><!-- generator=Zoho Sites --><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><atom:link href="https://www.studiogiametta.it/blogs/tag/avvocato/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><title>Studio Legale Avv. Sirio Giametta - BLOG Studio Legale Giametta #avvocato</title><description>Studio Legale Avv. Sirio Giametta - BLOG Studio Legale Giametta #avvocato</description><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/tag/avvocato</link><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 06:30:02 -0700</lastBuildDate><generator>http://zoho.com/sites/</generator><item><title><![CDATA[Sui "motivi aggiunti" nel processo tributario]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/sui-motivi-aggiunti-nel-processo-tributario</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/unnamed logo.jpg"/>§. Con la &nbsp; sentenza n. 8009 del 31.12.2025 la Sez. V della CGT di II Grado della Campania accoglie le tesi dello Studio Legale Giametta, rigetta l ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_ZuVskbDPQoe6rhs-6kJgXA" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_Ks26AjX_RfCeqvPwal8lKQ" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_V1_hd6ZgSB-rcjd0yR9kZQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_54saVxtYS0mQ9lSkMiBxlQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span style="font-size:20px;">Una recente sentenza (31.12.2025) della CGT di II Grado della Campania, accoglie le tesi dello Studio Legale Giametta e dichiara inammissibile la contestazione delle notifiche degli atti esattoriali depositate in giudizio operata con memoria illustrativa e non con la notifica della memoria integrativa dei motivi di ricorso ex art. 24 comma 2 Dlgs n. 542/1996.</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_zCLahv_nTH-RxFlKhAMVdQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><div style="text-align:justify;"><strong>§. </strong>Con la<strong>&nbsp;</strong>sentenza n. 8009 del 31.12.2025 la Sez. V della CGT di II Grado della Campania accoglie le tesi dello Studio Legale Giametta, rigetta l'appello del contribuente ma sopratutto afferma un importante principio processuale di grande rilevanza pratica nel contenzioso tributario ed in particolare in quello esattoriale.</div><div style="display:inline;"><div style="display:inline;"><p></p><p style="text-align:justify;"></p><div style="display:inline;"><div style="text-align:justify;"> Qui di seguito una considerazione sull'insegnamento di questa sentenza in ordine alle conseguenze processuali dei comportamenti di tutti i protagonisti del processo tributario (difesa del contribuente, difesa dell'Ufficio e Collegio Giudicante) in materia di corretta definizione del thema decidendum nel ricorso introduttivo e sulle azioni difensive successive alla tempestiva costituzione in giudizio dell'Ufficio ed al deposito di atti e documenti non conosciuti prima dal ricorrete.&nbsp;</div><div style="text-align:justify;"><span style="text-decoration-line:underline;">In particolare sulla necessità di notifica di memoria integrativa dei motivi di ricorso per contestare la inesistenza della notifica dell'atto esattoriale depositato in giudizio dall'ADER al momento della costituzione in giudizio. </span></div>
</div><p></p><p></p><div style="display:inline;"> ****** </div><p></p><p style="text-align:justify;"><strong>A. Sulle conseguenze&nbsp;</strong><strong><strong>del comportamento della difesa del contribuente in ordine</strong></strong><strong><strong>&nbsp;al mancato (o tardi</strong><strong>vo) ampliamento del thema decidendum</strong></strong></p><p style="text-align:justify;">Con la sentenza in commento, infatti, a fronte del tempestivo&nbsp;deposito, operato in primo grado dall'ADER, della prova della intervenuta notifica delle cartelle esattoriali sottostanti l'atto impugnato dal contribuente, solo in maniera inammissibile, quest'ultimo ha contestato la legittimità e/o regolarità delle notifiche operate dall'ADER senza la proposizione di apposita memoria integrativa dei motivi di ricorso ex art. 24 comma 2 del dlgs n. 542/1996 finalizzata ad ampliare il thema decidendum del ricorso introduttivo ed a ricomprendere specifica contestazione della presunta irregolarità/inesistenza della notificazione.&nbsp;&nbsp;</p><div style="text-align:justify;"> In proposito, la sentenza afferma &lt;&lt;Ne consegue che il giudice deve attenersi all'esame dei vizi di invalidità dedotti in ricorso, il cui ambito può essere modificato solo con la presentazione di motivi aggiunti, ammissibile, ex D.Lgs. n. 546 del 1992, ex&nbsp;art. 24, esclusivamente in caso di <span style="font-style:italic;">&quot;deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per&nbsp;</span><span style="font-style:italic;">ordine della commissione&quot;.&nbsp;&nbsp;</span></div>
<p></p><div style="display:inline;"><div style="text-align:justify;"><div><div> In particolare, il giudice della nomofilachia ( v. Cass. 18877/2020 ) ha precisato che <span style="font-style:italic;"><strong>“in materia di contenzioso&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;"><strong>tributario, la proposizione della mera &quot;eccezione di inesistenza&quot; della notifica non può far ritenere acquisito&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;"><strong>al thema decidendum l'esame di qualsiasi vizio di invalidità del procedimento notificatorio, non ravvisandosi&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;"><strong>una relazione di continenza tra l'inesistenza e i vizi di nullità di tale procedimento,</strong> altrimenti derivandone&nbsp;</span><span style="font-style:italic;">un'inammissibile scissione tra il tipo di invalidità denunciato con la formulata eccezione di merito e la specifica&nbsp;</span><span style="font-style:italic;">deduzione dei fatti sui quali essa si fonda, il cui onere di allegazione ricade esclusivamente sulla parte qualora si facciano valere eccezioni in senso stretto (Cass. 5 aprile 2013, n. 8398);- <strong>il deposito in giudizio&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;"><strong>degli avvisi di ricevimento avrebbe potuto legittimare il contribuente ad introdurre nel processo &quot;nuovi motivi&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;"><strong>&quot; di ricorso, notificando una &quot;memoria integrativa dei motivi&quot;, come previsto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art.&nbsp;</strong></span><span style="font-style:italic;text-align:center;"><strong>24, comma 2 e 3,” e non in sede di memorie illustrative o in sede d’appello&quot;.&nbsp;</strong></span></div>
<div><span style="text-align:center;"><span style="text-decoration-line:underline;">Da ciò consegue che la cognizione sulla validità della notificazione rimane preclusa evidentemente anche in secondo grado per la mancata rituale introduzione nel giudizio di primo grado, tramite motivi aggiunti, dei lamentati vizi.</span> RImane preclusa conseguentemente anche la valutazione di quei vizi relativi all'an e al quantum&nbsp;</span>della pretesa tributaria che andavano contestati con la tempestiva impugnazione della cartella.&gt;&gt;&nbsp; </div>
<div> In sostanza, la mera eccezione di inesistenza operata nel ricorso introduttivo &quot;al buio&quot; e cioè senza aver prima avuto conoscenza degli atti del procedimento notificatorio che si intende impugnare non consente al Giudice tributario di poter ritenere acquisito al thema decidendum il merito delle notificazioni di cui si è data tempestiva conoscenza al Collegio ed al contribuente mediante deposito in giudizio nei termini di legge. Solo in caso di ampliamento del thema decidendum mediate notificazione della memoria integrativa ex art. 24 comma 2 dlgs n. 542/1996 sarà possibile per il Collegio esaminare il procedimento notificatorio ed eventualmente accertarne l'illegittimità. </div>
<div> Una riflessione sul rapporto con il processo amministrativo&nbsp; </div><div style="text-align:center;"> ****** </div>
<div><strong>B. Sulle conseguenze del comportamento della difesa dell'Ente in ordine</strong><strong><strong>&nbsp;al mancato (o tardi</strong>vo) ampliamento del thema decidendum</strong></div>
<div> E sul punto che nessun eventuale effetto sanante può avere il comportamento dell'Ente di accettazione del contraddittorio e di difesa in merito alle deduzioni operate con la mera memoria illustrativa dal ricorrente&nbsp; è pacifica la giurisprudenza della Corte di Cassazione (S <div style="display:inline;"> ez. trib., 19/01/2024,n.2083 </div>):&nbsp; <div style="display:inline;font-style:italic;"> 7.1. Secondo la pacifica giurisprudenza di questa Corte nel processo&nbsp;tributario&nbsp;la decadenza dell'Amministrazione finanziaria dall'esercizio del potere impositivo, in quanto stabilita a favore e nell'interesse esclusivo del contribuente, configura un'eccezione in senso stretto che deve essere necessariamente sollevata dallo stesso e non integra, pertanto, una circostanza rilevabile d'ufficio dal giudice. (vedi, per tutte, Sez. 5 - , Ordinanza n. 24074 del 03/10/2018, Rv. 650700 - 01). <br/> Nella specie è incontestato che l'eccezione di decadenza non è stata formulata dal ricorrente nel ricorso introduttivo ma in una&nbsp;memoria&nbsp;integrativa&nbsp;ex art. 32 D.Lgs. n. 546/1992&nbsp;e successivamente reiterata con i&nbsp;motivi&nbsp;dell' appello incidentale. <br/> 7.2. Dal momento che nel sistema del processo&nbsp;tributario&nbsp;opera un regime di preclusioni processuali che è inteso non solo a tutela dell'interesse di parte, ma anche dell'interesse pubblico a scongiurare l'allungamento dei tempi del processo, la relativa inosservanza è sempre rilevabile d'ufficio dal giudice, indipendentemente dall'atteggiamento processuale della controparte, a nulla rilevando la circostanza che l' ente impositore, nel costituirsi innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, ha evidenziato, fra l'altro, la tempestività del proprio accertamento, deduzione che è qualificabile come una mera difesa e che non poteva in alcun modo legittimare la proposizione di &quot;nuove eccezioni&quot; da parte della contribuente. <br/> 7.3. Deve, pertanto, affermarsi il seguente principio: &quot;La decadenza dell' ente impositore dal potere di accertamento, non rilevabile d'ufficio in quanto rimessa alla disponibilità della parte, non può essere eccepita dal contribuente nel corso del giudizio neanche mediante la presentazione di&nbsp;motivi&nbsp;aggiunti, in quanto l'integrazione dei&nbsp;motivi&nbsp;di ricorso è consentita dall'art. 24, comma 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546&nbsp;soltanto in relazione alla contestazione di documenti depositati dalla controparte e fino ad allora non conosciuti e, siccome tale ultima disposizione pone una preclusione processuale mentre non può essere ricollegato alcun effetto sanante al comportamento dell' ente impositore di accettazione del contraddittorio nel merito a nulla rilevando che nelle proprie difese il Comune abbia dedotto di avere tempestivamente e nell'osservanza dei termini decadenziali richiesto il pagamento della imposta&quot;. </div>
</div><div style="display:inline;font-style:italic;"><div style="text-align:center;"> ***** </div>
</div></div><div><div style="display:inline;"><strong>C. Sulle conseguenze del comportamento del Collegio Giudicante in ordine al mancato (o tardivo) ampliamento del thema decidendum</strong></div>
<div><div style="display:inline;"> Cosi come è pacifica la giurisprudenza della Corte di Cassazione ( <div style="display:inline;"> Cassazione civile sez. trib., 22/09/2011, n.19337) per la quale se </div>
</div>anche il Giudice dovesse giudicare le contestazioni operate inammissibilmente dal ricorrente (perché operate con memoria integrativa dei motivi di ricorso tardiva) tale attività sarebbe giurisdizionale svolta in carenza di potere.&nbsp; Sul punto infatti la Cassazione ha precisato che&nbsp; <div style="display:inline;"> : </div>
<div style="display:inline;font-style:italic;"> &nbsp;&nbsp; </div><span style="font-style:italic;">In proposito osserva il Collegio, richiamandosi ad un costante indirizzo di questa Corte, che l'attività del Giudice di appello il quale, dopo aver confermato la statuizione di &quot;inammissibilità&quot; dei nuovi&nbsp;motivi&nbsp;di censura dell'avviso di rettifica (concernenti le eccezioni di illegittimità degli atti amministrativi presupposti), in quanto tardivamenle proposti in primo grado dal contribuente, abbia proceduto comunque all'esame del merito, integra &quot;una attività giurisdizionale svolta in carenza di potere&quot;, e la valutazione di infondatezza dei&nbsp;motivi&nbsp;(inammissibili), irritualmente compiuta, si risolve in una mera &quot;motivazione ad abundantiam&quot;, di per sè priva di contenuto decisorio essendosi quel Giudice spogliato della &quot;potestas judicandi, e pertanto insuscettibile di determinare una soccombenza ulteriore e distinta da quella determinata dalla pronuncia pregiudiziale in rito, con la conseguenza che l'impugnazione della sentenza, nella parte in cui pretenda un sindacato anche in ordine alla motivazione sul merito svolta &quot;ad abundantiam&quot;, deve dichiararsi inammissibile per difetto di interesse (cfr. Corte cass. 1^ sez. 16.8.2006 n. 18170; id. SU 20.2.2007 n. 3840; id. SU 2.4.2007 n. 8087; id. 3^ sez. 5.6.2007 n. 13068 secondo cui tale motivazione è inidonea a costituire autonoma &quot;ratio decidendi&quot; e non spiega influenza sul dispositivo, essendo improduttiva di effetti giuridici; </span><span style="font-style:italic;">id. sez. lav. 22.11.2010 n. 23635).</span></div>
</div></div></div><p></p><div style="display:inline;"><br/></div><p></p></div></div>
<p></p></div></div><div data-element-id="elm_RknSmK19QqG38cvDdaT5Ug" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="https://drive.google.com/file/d/1XftfhoSu6GOnqNa2bEGckcGVEAAR3H49/view?usp=sharing" target="_blank"><span class="zpbutton-content">Clicca per leggere la sentenza per esteso</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sun, 18 Jan 2026 08:40:11 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Recente sentenza del Tribunale di Roma, Sez. lavoro (n.7381 del 21.9.2021) che, accogliendo le tesi dello Studio Giametta, afferma che la notifica della cartella esattoriale via PEC tramite indirizzo del mittente (Ader) diverso da quello risultante dai pubblici elenchi è legittima. ]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/recentissima-sentenza-del-tribunale-di-roma-sez.-lavoro-n.7381-del-21.9.2021-che-accogliendo-le-tesi</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/HD_Studi_Legali_2021_Tributario.jpg"/> Con la recentissima sentenza in epigrafe, il Tribunale di Roma Sez. La ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_Aanvh16KQy22WiP5zqkwVA" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_u47ktpGmQ4OXo8llrLxD6A" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_qvh3jw22TrK1LW8IoMq5RA" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"> [data-element-id="elm_qvh3jw22TrK1LW8IoMq5RA"].zpelem-col{ border-radius:1px; } </style><div data-element-id="elm_FLpdUmieiiTNfOTnE4Z4FA" data-element-type="imagetext" class="zpelement zpelem-imagetext "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_FLpdUmieiiTNfOTnE4Z4FA"] .zpimagetext-container figure img { width: 591px !important ; height: 295px !important ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_FLpdUmieiiTNfOTnE4Z4FA"] .zpimagetext-container figure img { width:591px ; height:295px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_FLpdUmieiiTNfOTnE4Z4FA"] .zpimagetext-container figure img { width:591px ; height:295px ; } } [data-element-id="elm_FLpdUmieiiTNfOTnE4Z4FA"].zpelem-imagetext{ border-radius:1px; } </style><div data-size-tablet="size-original" data-size-mobile="size-original" data-align="left" data-tablet-image-separate="" data-mobile-image-separate="" class="zpimagetext-container zpimage-with-text-container zpimage-align-left zpimage-size-original zpimage-tablet-fallback-original zpimage-mobile-fallback-original hb-lightbox " data-lightbox-options="
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            theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/HD_Studi_Legali_2021_Tributario.jpg" width="591" height="295" loading="lazy" size="original" data-lightbox="true"/></picture></span></figure><div class="zpimage-text zpimage-text-align-left " data-editor="true"><div style="color:inherit;"><div style="font-size:18px;text-align:justify;"><div style="color:inherit;"><div><span style="font-size:20px;">Con la recentissima sentenza in epigrafe, il Tribunale di Roma Sez. Lav. (dott.ssa Cacace) in giudizio patrocinato dall'avv. Sirio Giametta, accoglie le tesi difensive sulla legittimità dell'operato dell'ADER nel caso di notifica a mezzo pec di atto esattoriale (anche se proveniente da indirizzo diverso da quello risultante dai pubblici registri) e chiarisce che&nbsp;</span><span style="font-size:20px;font-style:italic;">L’art. 26, comma 2, d.P.R. n. 602/1973 prevede che «La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo del destinatario risultante dall'indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INIPEC), ovvero, per i soggetti che ne fanno richiesta, diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell'INI-PEC, all'indirizzo dichiarato all'atto della richiesta. In tali casi, si applicano le disposizioni dell'articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600».&nbsp;</span><span style="font-size:20px;">destinatario stesso, allorquando sullo stesso non gravi l’obbligo di munirsi di un indirizzo di PEC, ma nulla dice in ordine all’indirizzo PEC del mittente. Ne discende che non vi è alcuna norma che imponga a quest’ultimo di usare necessariamente l’indirizzo di posta elettronica certificata risultante dai pubblici elenchi.<a href="https://drive.google.com/file/d/1wzRKRjirwnsNtfaa6yYddxPcqVXketGG/view?usp=sharing" title="Clicca per leggere la sentenza per esteso" target="_blank" rel=""></a></span></div><div><span style="font-size:20px;">Altri recenti precedenti giurisprudenziali utili nella materia:</span></div><div><div style="color:inherit;"><ul><li style="font-size:11pt;"><b>la sentenza</b>&nbsp;della CTP di ROMA &nbsp;n. 5101/2021 per la quale:&nbsp;<span style="font-size:11pt;color:inherit;">“</span><b style="font-size:11pt;color:inherit;"><i>La normativa di settore (quella del DPR n. 68/2005) contiene prescrizioni esclusivamente sull'indirizzo elettronico del destinatario</i></b><i style="font-size:11pt;color:inherit;">&nbsp;(che deve essere estratto da INI-PEC mentre per i soggetti non obbligati all'uso della PEC vale l'indirizzo indicato)&nbsp;<b>e non su quello del mittente</b>.&nbsp; Peraltro, l'indirizzo&nbsp;<a href="mailto:protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it" target="_blank">protocollo@pec.<wbr></wbr>agenziariscossione.gov.it</a>&nbsp;vale evidentemente&nbsp; solo per gli atti in entrata mentre, per gli atti in uscita, a seconda delle sedi regionali, AdER utilizza diversi indirizzi PEC.&nbsp; In ogni caso, il Collegio rileva che, in via generale, l'attestazione di consegna della PEC, con cui è stata effettuata una notifica telematica, è sufficiente a considerarla perfezionata, a patto che esista la certezza che detta consegna sia avvenuta a un indirizzo PEC&nbsp; sicuramente riferibile al destinatario della notifica stessa, come è nel caso di specie.</i><span style="font-size:11pt;color:inherit;">&nbsp;“</span></li></ul><p style="font-size:11pt;"><u></u></p><p>&nbsp;<b style="font-size:11pt;color:inherit;">le sentenze</b><span style="font-size:11pt;color:inherit;">&nbsp;del Tribunale di Perugia Sez. Lavoro n. 141/2020 e della Corte di appello avverso detta sentenza di primo grado:&nbsp;</span><b style="font-size:11pt;color:inherit;"><i>&nbsp;“</i></b><i style="font-size:11pt;color:inherit;">Ed, infatti –&nbsp;<b>certo che un ente pubblico possa avere a disposizione più caselle di posta certificata, sia per la ricezione, sia per l’invio dei messaggi di posta elettronica</b>&nbsp;– ciò che deve ritenersi&nbsp;<b>rilevante ai fini identificativi è il “dominio”,</b>&nbsp;per tale intendendosi ( art. 1 D.P.R. n. 68/2005)” l'insieme di tutte e sole le caselle di posta elettronica certificata il cui indirizzo fa riferimento, nell'estensione, ad uno stesso dominio della rete Internet, definito secondo gli standard propri di tale rete”: dominio che nel caso di specie è “<a href="http://agenziariscossione.gov.it/" target="_blank">agenziariscossione.gov.it</a>”.&nbsp;<b>…</b>….“</i></p></div></div>
<div style="text-align:center;font-size:28px;"><a href="https://drive.google.com/file/d/1wzRKRjirwnsNtfaa6yYddxPcqVXketGG/view?usp=sharing" title="Clicca per leggere la sentenza per esteso" target="_blank" rel="">Clicca per leggere la sentenza per esteso</a><br><div style="font-style:italic;font-size:22px;"> ​ </div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div data-element-id="elm_pBq5q4qvF0VVRvVNHKqG4A" data-element-type="section" class="zpsection zpdefault-section zpdefault-section-bg "><style type="text/css"> [data-element-id="elm_pBq5q4qvF0VVRvVNHKqG4A"].zpsection{ border-radius:1px; } </style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"></div>
</div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Tue, 21 Sep 2021 16:14:32 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Prime indicazioni del TAR Campania, Napoli (sentenza n. 1756/13) sulla notifica a mezzo PEC ex L. 53/94 ed, in particolare, su "cosa l'avvocato deve produrre in giudizio per dimostrare la regolarità della notifica e la conformità dell'atto allegato alla PEC a quello prodotto in giudizio".]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/Prime-indicazioni-del-TAR-Campania-Napoli-sentenza-n-1756-13-sulla-notifica-a-mezzo-PEC-ex-L-53-94-ed-in-particolare-su-cosa-lavvocato-deve-produrre-in-giudizio-per-dimostrare-la-regolarità-della-noti</link><description><![CDATA[Con la sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/13 , nel dichiarare inammissibile il ricorso notificato a mezzo pec dal legale rappresentante di una s ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_I8YbRk8lQDu9k_w4nm1s7A" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_lbQqn_OuTj-Y7G5BaZfnIA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_4a4N_WwlQkCD1_CpdcXYzA" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_I66IunyGRLiuEXp4Yv2jSg" data-element-type="imagetext" class="zpelement zpelem-imagetext "><style></style><div data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="left" data-tablet-image-separate="" data-mobile-image-separate="" class="zpimagetext-container zpimage-with-text-container zpimage-align-left zpimage-size-original zpimage-tablet-fallback-original zpimage-mobile-fallback-original hb-lightbox " data-lightbox-options="
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            theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><a class="zpimage-anchor" href="https://docs.google.com/file/d/0B3qPvaxBVroERldOQ0lYclBFYWs/edit?usp=sharing" target="_blank" title="sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/13" rel=""><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/files/download.jpg" size="original" data-lightbox="true"/></picture></a><figcaption class="zpimage-caption zpimage-caption-align-center"><span class="zpimage-caption-content"></span></figcaption></figure><div class="zpimage-text zpimage-text-align-left " data-editor="true"><div><p style="text-align:justify;"><font size="4">Con la <a alt="sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/13" href="https://docs.google.com/file/d/0B3qPvaxBVroERldOQ0lYclBFYWs/edit?usp=sharing" target="_blank" title="sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/13">sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/13</a>, nel dichiarare inammissibile il ricorso notificato a mezzo pec dal legale rappresentante di una società (e non già da avvocato all'uopo abilitato) si chiariscono i presupposti affinché sia validamente effettuata la notifica ai sensi dell'art. 149 bis del c.p.c., dell'art. 8 della L. 21.1.1994 n. 53 e dell'art. 18 delle regole tecniche del processo civile telematico (PCT) contenute nel D.M. 21.2.2011 n. 44.</font></p><p style="text-align:justify;"><font size="4">Quanto all'art. 8 della L. 21.1.1994 n. 53 la sentenza sanziona la mancata indicazione del&nbsp;<span><span>numero di registro cronologico dichiarando il ricorso&nbsp;</span></span>inammissibile per "irritualità della notifica".</font></p><p style="text-align:justify;"><font size="4">Quanto all'art. 18 <span><span>delle regole tecniche del processo civile telematico (PCT) contenute nel D.M. 21.2.2011 n. 44, la sentenza affronta la questione di "</span></span><span style="line-height:1.5;"><i>cosa l’avvocato debba produrre in giudizio per dimostrare la regolarità della notifica e la conformità dell’atto allegato alla PEC a quello prodotto in giudizio".&nbsp;</i></span></font></p><p style="text-align:justify;"><font size="4"><span style="line-height:1.5;">In proposito secondo la sentenza:&nbsp;</span><span style="line-height:1.5;"><i>Si ritiene, pertanto, che al fine di verificare che effettivamente la notifica dell’atto sia andata a buon fine e che l’atto notificato con la P.E.C. sia conforme a quello depositato in formato cartaceo, debba essere prodotta dall’avvocato notificante la c.d. ricevuta completa di avvenuta consegna della P.E.C., in modo da poter produrre tale ricevuta con l'intero atto notificato, e non soltanto un suo estratto</i>.</span><span style="line-height:1.5;"><span></span></span></font></p><p style="text-align:justify;"><font size="4">Quanto alla documentazione che l'avvocato deve depositare in giudizio, la sentenza chiarisce che è&nbsp;<span style="line-height:1.5;"><i>necessario che l’avvocato produca la stampa dell'atto notificato con la relata; il certificato di firma digitale del notificante; il certificato di firma del gestore di PEC; le informazioni richieste dall'art. 18 per il corpo del messaggio; le ricevute della PEC; gli ulteriori dati di certificazione</i>.</span></font></p><p style="text-align:justify;"><span style="line-height:1.5;"><font size="4"><br></font></span></p><p style="text-align:justify;"><span style="line-height:1.5;"><a alt="clicca qui per leggere la sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/2013 per esteso." href="https://docs.google.com/file/d/0B3qPvaxBVroERldOQ0lYclBFYWs/edit?usp=sharing" target="_blank" title="clicca qui per leggere la sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/2013 per esteso."><font size="4">clicca qui per leggere la sentenza del TAR Campania, Napoli n. 1756/2013 per esteso.</font></a></span></p>&nbsp;<span style="line-height:1.5;">&nbsp;&nbsp;</span><p></p><p>&nbsp;&nbsp;</p></div></div>
</div></div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Wed, 17 Apr 2013 08:35:20 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Sentenza della Corte di Cassazione (sez. III, 5.3.2013 n. 2663) che conferma l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale la CTU può assurgere al rango di fonte oggettiva di prova quando si risolve nell'accertamento di fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di specifiche cognizioni o strumentazioni tecniche.]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/Sentenza-della-Corte-di-Cassazione-sez-III-5-3-2013-n-2663-che-conferma-lorientamento-giurisprudenziale-secondo-il-quale-la-CTUpuò-assurgere-al-rango-di-fonte-oggettiva-di-prova-quando-si-risolvenella</link><description><![CDATA[Sentenza della Corte di Cassazione (sez. III, 5.3.2013 n. 2663) &nbsp; che conferma l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale la CTU&nbsp; può ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_2JLwsm0TRM-s5oU1okH_sQ" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_XCM04nB0Rby4A4Ux8nnujg" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_ErpfsMIJRKaZQbqzwpw6UQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_-Tb_pYOARRSFjQCpBLsxlA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align- " data-editor="true"><div><p style="text-align:justify;"><span><font size="3"><a href="https://docs.google.com/file/d/0B3qPvaxBVroEWlM5LWkwelZhcG8/edit?usp=sharing"><span><span>Sentenza della Corte di Cassazione (sez. III, 5.3.2013 n. 2663)<span alt="Sentenza della Corte di Cassazione (sez. III, 5.3.2013 n. 2663)&nbsp;" target="_blank" title="Sentenza della Corte di Cassazione (sez. III, 5.3.2013 n. 2663)&nbsp;">&nbsp;</span></span></span></a></font></span><span style="line-height:1.7;font-size:medium;">che conferma l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale la CTU&nbsp;</span><span style="line-height:1.7;font-size:medium;">può&nbsp;assurgere al rango di fonte oggettiva di prova quando si risolve nell'accertamento di fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di specifiche cognizioni o strumentazioni tecniche.&nbsp;</span></p><p style="text-align:justify;"><font size="3"><span style="line-height:1.7;">In precedenza, la Corte di&nbsp;Cassazione civile (sez. lav. 19/01/2011 n. 1149) aveva già chiarito che: &nbsp;</span><span style="line-height:1.7;">"D'altra parte, se è vero che la consulenza tecnica non costituisce in linea di massima mezzo di prova, bensì strumento di valutazione della prova acquisita, è anche vero che essa può assurgere al rango di fonte oggettiva di prova quando si risolve nell'accertamento di fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di specifiche cognizioni o strumentazioni tecniche (Cass. 12695/2007, Cass. 1020/2006, Cass. 6396/2004, Cass. 11332/2003, Cass. 1512/2003, Cass. 10916/2000, Cass. 2957/99).."</span><br></font></p><p style="text-align:justify;"><span style="line-height:1.7;"><font size="3">Ed ancora sulla CTU c.d. esplorativa, la prima sezione della Corte di&nbsp;Cassazione (14 aprile 2010, n. 8962) aveva già statuito che:&nbsp;&nbsp;"Tuttavia, quando la parte chieda una consulenza contabile sulla base di una produzione documentale, il giudice non può qualificare come esplorativa la consulenza senza dimostrare che la documentazione esibita sarebbe comunque irrilevante. Ha natura esplorativa infatti la consulenza finalizzata alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati dalla parte che li allega (Cass., sez. 1, 5 luglio 2007, n. 15219, m. 598314). E secondo la giurisprudenza di questa corte è consentito derogare finanche al limite costituito dal divieto di compiere indagini esplorative, "quando l'accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l'ausilio di speciali cognizioni tecniche, essendo in questo caso consentito al c.t.u. anche di acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre che si tratti di fatti accessori e rientranti nell'ambito strettamente tecnico della consulenza, e non di fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse" (Cass., sez. 3, 14 febbraio 2006, n. 3191, m. 590615)." &nbsp;by&nbsp;</font></span><span style="line-height:1.7;font-size:medium;">Staff</span></p></div></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Mon, 18 Feb 2013 09:48:36 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Sentenza delle SS. UU. della Corte di Cassazione N. 17406 del 12.10.2012 sulla liquidazione dei compensi professionali quando la prestazione professionale si deve ritenere esaurita e regime transitorio]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/Sentenza-delle-SS-UU-della-Corte-di-Cassazione-N-17406-del-12-10-2012-sulla-liquidazione-dei-compensi-professionali-quando-la-prestazione-professionale-si-deve-ritenere-esaurita-e-regime-transitorio</link><description><![CDATA[Clicca qui:&nbsp; https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ &nbsp; per leggere la s entenza delle SS.UU. N. 17406 del 12.10.2012 sulla ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_ddqfnR_OTtmdQ0xWL_15JA" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_yGV-7aEqQi6YQ7G7pSnVEQ" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_BqJ6bASIRtCfx83RoAf8XQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_TOa7LoPyS9SHo3PlgO_HJg" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align- " data-editor="true"><div><h1><font size="4" style="text-align:justify;"><span style="text-align:justify;"><span>Clicca qui:&nbsp;</span><a alt="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ" href="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ" target="_blank" title="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ">https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ</a><a alt="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ" href="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ" target="_blank" title="https://docs.google.com/open?id=0B3qPvaxBVroEVW5qRHVxWHoyUTQ">&nbsp;</a></span>per leggere la s</font><font size="4">entenza delle SS.UU. N. 17406 del 12.10.2012 sulla liquidazione dei compensi professionali&nbsp;(quando la prestazione professionale si deve&nbsp;</font><span alt="Sentenza delle SS.UU. N. 17406 del 12.10.2012 sulla liquidazione dei compensi professionali&nbsp;(quando la prestazione professionale si deve&nbsp;ritenere esaurita e regime transitorio)&nbsp;" target="_blank" title="Sentenza delle SS.UU. N. 17406 del 12.10.2012 sulla liquidazione dei compensi professionali&nbsp;(quando la prestazione professionale si deve&nbsp;ritenere esaurita e regime transitorio)&nbsp;"><font size="4">ritenere esaurita e regime transitorio)</font></span></h1></div></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Fri, 12 Oct 2012 10:52:28 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Contratti tipo per conferimento incarico all'avvocato approvati dal CNF e dall'Unione triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati.]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/Contratti-tipo-per-conferimento-incarico-allavvocato-approvati-dal-CNF-e-dallUnione-triveneta-dei-consigli-dellordine-degli-avvocati</link><description><![CDATA[Il CNF ha elaborato uno schema di contratto tipo per il conferimento dell'incarico all'avvocato.&nbsp; In precedenza già l' Unione triveneta dei consigl ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_AVUjYR6sQMuJL5TCcl35ww" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_OlIJEDMQTsWpcCfITf5zqA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_41-RGtD0R3GVk_cN3VeIbQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_Poki29gnT6eWhEpA0SBSsA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align- " data-editor="true"><div><h1 style="text-align:justify;"><span style="font-size:large;">Il CNF ha elaborato uno schema di contratto tipo per il conferimento dell'incarico all'avvocato.&nbsp;</span><span style="font-size:large;">In precedenza già l'</span><span style="font-size:large;"></span><span style="font-size:large;">Unione triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati aveva elaborato un contratto tipo.&nbsp;</span></h1><h1><font size="4"><span><h1>Di seguito i links ai due contratti:&nbsp;<br></h1></span><a alt="Contratto tipo Triveneto." href="http://db.tt/lAVoIcJp" target="_self" title="Contratto tipo Triveneto.">Contratto tipo Triveneto.</a></font></h1><h1><font size="4"><a alt="Contratto tipo Consiglio nazionale forense" href="http://db.tt/ieuBpz7W" target="_self" title="Contratto tipo Consiglio nazionale forense">Contratto tipo Consiglio nazionale forense</a></font><br></h1><div><br></div></div></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Wed, 19 Sep 2012 15:51:31 +0000</pubDate></item></channel></rss>