<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><!-- generator=Zoho Sites --><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><atom:link href="https://www.studiogiametta.it/blogs/casi-di-studio/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><title>Studio Legale Avv. Sirio Giametta - BLOG Studio Legale Giametta , casi di studio</title><description>Studio Legale Avv. Sirio Giametta - BLOG Studio Legale Giametta , casi di studio</description><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/casi-di-studio</link><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 04:30:13 -0700</lastBuildDate><generator>http://zoho.com/sites/</generator><item><title><![CDATA[STUDIO LEGALE GIAMETTA TRA GLI STUDI LEGALI TOP RANKING 2026 PER CORRIERE DELLA SERA - ECONOMIA]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/studio-legale-giametta-tra-gli-studi-legali-dell-anno-2026-per-corriere-della-sera-e-ranking-profess</link><description><![CDATA[I parametri considerati dal Comitato scientifico (docenti della Università Cattolica di Milano) per il contest &quot;Ranking Professioni Studi legali& ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_PVRBrZInS-a3dpOOLWbulw" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_BDN1ZpiLQM6JKUaL1OfctA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_5LbUVVy2QD-aXeUkvgCBYw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_Nz00RmZFRJqSecNwB8HojQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Onorati per questo riconoscimento del prestigioso quotidiano al suo 150° anniversario</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_1fc0qlDWTCGXcp21G_RUYQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p></p><div><p><strong>I parametri</strong> considerati dal Comitato scientifico (docenti della Università Cattolica di Milano) per il contest &quot;Ranking Professioni Studi legali&quot; che vede lo<strong> Studio legale avv. Sirio Giametta tra le 86 eccellenze tra gli Studi Legali partecipanti:&nbsp;</strong><i>capacità di innovare, presenza sui social media, servizi e practice innovative, smart working, iniziative di benefit partecipate dallo Studio, numero di sedi operative, clienti attivi nella regione in cui è presente la sede, numero clienti attivi fuori dalla regione principale, aumento del trend di incarichi, numero di citazioni su articoli e riviste specializzate, uso AI”.</i><img src="/IMG_3996.jpeg"/></p></div><p></p></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:45:46 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli Nord nomina l'avv. Sirio Giametta componente della COMMISSIONE URBANISTICA E GOVERNO DEL TERRITORIO]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/il-consiglio-dell-ordine-degli-avvocati-di-napoli-nord-nomina-l-avv.-sirio-giametta-componente-della</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/Nomina Componente Commissione Consultiva Urbanistica e Governo del Territorio_page-0001.jpg"/>Salva casa, Stato legittimo, fiscalizzazione degli abusi, effetti del Super Bonus…questi i temi che affrontiamo quotidianamente nel nostro Studio. ​Me ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_q4YD6_3_RlKN8ezP4uJO7A" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_z7J6G0pwSf-3WmndtJ6JXw" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_mVHY1dc-RwCBAC17_fINaw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_bTEtH3o7R-6lbwUQ-pCTLA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p></p><div><h2><span style="font-size:20px;">Salva casa, Stato legittimo, fiscalizzazione degli abusi, effetti del Super Bonus…questi i temi che affrontiamo quotidianamente nel nostro Studio. ​Metteremo a disposizione degli Avvocati e dei cittadini interessati, le nostre competenze profondendo il massimo impegno affinché si abbia tempestiva conoscenza di tutte le novità normative, giurisprudenziali e best practices in una materia così complessa e delicata.&nbsp;</span><img src="/Nomina%20Componente%20Commissione%20Consultiva%20Urbanistica%20e%20Governo%20del%20Territorio_page-0001.jpg" style="color:rgb(35, 41, 55);font-family:&quot;Work Sans&quot;, sans-serif;font-size:16px;"/></h2></div><br/><p></p></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:17:20 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[SUI LIMITI DELL'AUTOTUTELA AMMINISTRATIVA]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/sui-limiti-dell-autotutela-amministrativa</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/IMG_7967.jpeg"/>In FATTO Un Comune annullava in autotutela una DIA del 2010 e una SCIA del 2019 relative a opere edilizie in una farmacia, nonché l'ordinanza di demoli ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_l0quEvm8RE6auSCG7jmwAg" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_MDqtbMjjQHOjU_GpW05xng" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_-mDa3UKUQTGWxKNNApLBxw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_RyGTjVz4Q2mNo5OhPxJALg" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true">Con sentenza del Consiglio di Stato n. 8909/2025 si accolgono le tesi dello Studio Giametta e si definiscono ancora più nettamente i limiti del potere di annullamento in autotutela.&nbsp;</h2></div>
<div data-element-id="elm_s7ifLbGMQ9q2eCYH1032JQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p><span><span></span></span></p><div><h3 style="font-weight:600;text-align:center;">In FATTO</h3></div><p></p><p><span><span>Un Comune annullava in autotutela una DIA del 2010 e una SCIA del 2019 relative a opere edilizie in una farmacia, nonché l'ordinanza di demolizione n. 5/2019 e la conseguente archiviazione del procedimento sanzionatorio, ritenendo che tali atti si fondassero su false rappresentazioni circa la legittimità di un volume edilizio. In particolare, l'amministrazione contestava che il privato difeso dallo Studio Legale Giametta avesse falsamente dichiarato la conformità urbanistica dell'immobile e che lo stesso era abusivo. Tuttavia, emergeva che la SCIA del 2019 si era basata proprio sulle valutazioni contenute nell'ordinanza comunale n. 5/2019, con la quale l'amministrazione aveva già accertato la legittimità del volume nella corte esterna, smentendo le conclusioni di un precedente procedimento del 2006, e aveva ritenuto abusivo solo l'accorpamento interno di due vani, poi sanato con la SCIA.</span></span><br/></p><p><span><span></span></span></p><div><h3 style="font-weight:600;">In DIRITTO</h3><div><p>In materia di autotutela amministrativa su atti edilizi favorevoli al privato, non sussiste il presupposto della &quot;falsa rappresentazione&quot; idoneo a consentire l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio oltre il termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies, comma 1, della legge n. 241 del 1990, quando le dichiarazioni rese dal privato nella DIA o nella SCIA si fondano su atti e valutazioni già compiute dalla stessa amministrazione in precedenti procedimenti. In particolare, qualora l'amministrazione abbia già preso posizione sulla legittimità di determinate opere edilizie nell'ambito di un procedimento amministrativo, accertandone la conformità urbanistica, e il privato abbia successivamente presentato una SCIA basandosi proprio su tali accertamenti comunali, non può l'amministrazione invocare la falsa rappresentazione per annullare in autotutela gli atti favorevoli oltre il termine ragionevole, in assenza di prova della falsità delle dichiarazioni rese. La rappresentazione offerta dal privato che si conforma agli atti dell'amministrazione non integra falsa dichiarazione.</p><p></p><div><h3 style="font-weight:600;text-align:center;">In REALTA' (che è quello che conta per i nostri clienti)</h3></div><div>La farmacia non ha mai chiuso neppure per un giorno grazie ai provvedimenti cautelari richiesti dallo Studio Legale Giametta anche inaudita altera parte e concessi dal TAR Campania, Napoli prima di concedere altre due sospensive contro i provvedimenti sanzionatori dell'Ente.</div><div>In primo grado sono stati annullati gli atti comunali, ed in secondo grado il<span><span>&nbsp;Consiglio di Stato ha respinto l'appello del Comune, confermando la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso del privato. Viene ritenuto illegittimo l'annullamento in autotutela per superamento del termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies, comma 1, l. n. 241/1990, in assenza di una effettiva falsa rappresentazione da parte del privato. Compensate le spese del secondo grado, confermate quelle del primo grado.</span></span></div><br/><p></p></div></div><br/><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_L_EE_1q9RYOxrDMKQFx9cg" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="https://drive.google.com/file/d/1Xs43W6kV_ZIiZkoV1MrP_5yO6jj-VKaP/view?usp=sharing" target="_blank"><span class="zpbutton-content">Clicca qui per leggere la sentenza per esteso</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 10 Jan 2026 14:54:24 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Sulla illegittimità costituzionale della data di entrata in vigore del divieto di nuove prove in appello nel processo tributario. Finalmente la sentenza della Corte Cost. n. 36 del 27.3.2025]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/posso-dire-l-avevo-detto-sulla-illegittimità-costituzionale-della-data-di-entrata-in-vigore-del-divi</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/IMG_4812.PNG"/> Posso dire l'avevo detto anzi l'avevo scritto a gennaio 2024!&nbsp;&nbsp; Ma in realtà è solo una ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_fy4DHS5iSj28c3BtIHZ2Cw" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_kBrWMHj8Ram_Dr7nCoA70g" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_UPaRPSVUSJ-dLOaR8EoxFw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_q7VNDO_QSsuURPbDSpC-2Q" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-justify " data-editor="true"><p></p><div style="display:inline;"> Posso dire l'avevo detto anzi l'avevo scritto a gennaio 2024!&nbsp;&nbsp; </div>Ma in realtà è solo una constatazione amara di come un pizzico di buon senso ed ordinaria &quot;ragionevolezza&quot; <span><span>del legislatore</span></span>, come afferma la Corte Costituzionale nella sentenza n. 36 del 27.3.2025, avrebbe potuto evitare centinaia di giudizi inutili oltre che pagine e pagine di giurisprudenza e dottrina su un termine di entrata in vigore che era ictu oculi irragionevole sin dalla sua introduzione. <p></p><p>Il 17.1.2024 scrivevo in un post sul blog del mio studio (<a href="https://www.studiogiametta.it/blogs/post/sentenza-del-5.1.2024-della-cgt-di-ii-grado-della-campania-che-conferma-la-possibilit%C3%A0-di-depositare" title="clicca qui per leggerlo" target="_blank" rel="">clicca qui per leggerlo</a>) &quot;<span style="font-style:italic;">A mio avviso <strong>sarebbe stato più opportuno far entrare in vigore la norma sulla produzione dei nuovi mezzi di prova in appello per tutti i giudizi iscritti a ruolo <span style="text-decoration-line:underline;">in primo grado</span> dopo il 5.1.2024 </strong>in modo tale da assicurare a tutti coloro che hanno assunto comportamenti giuridici sia in primo che secondo grado tranquillità operativa nel delicato settore del diritto tributario ed assicurare che per gli appelli per i quali tuttora corrono i termini non vi sia una diversa disciplina per il sol fatto di aver proposto l'impugnativa dopo il 5.1.2024. <strong>Ai posteri l'ardua sentenza?</strong> io direi alla nuova magistratura tributaria....</span>&quot;&nbsp;</p><p>Con la sentenza n. 36 del 27.3.2025 della Corte Costituzionale <a href="https://drive.google.com/file/d/1YEqeo8XtitXLmxCC5eAJ0fUZ7qRLKfXf/view?usp=sharing" title="(clicca qui per leggerla" target="_blank" rel="">(clicca qui per leggerla</a>) nel decidere la questione di legittimità costituzionale sollevata proprio dalla CGT di II grado della Campania ha così dichiarato che <span style="font-style:italic;"><strong>&quot;L’art. 4, comma 2, del d.lgs. n. 220 del 2023 deve, pertanto, essere dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prescrive che le disposizioni di cui all’art. 1, comma 1, lettera bb), dello stesso d.lgs. n. 220 del 2023 si applicano ai giudizi instaurati in secondo grado a decorrere dal giorno successivo alla sua entrata in vigore, anziché ai giudizi di appello il cui primo grado sia instaurato successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 220 del 2023.&quot;</strong></span></p><p>La sentenza è di grande rilevanza anche sotto altri profili.</p><p>Il primo è che dichiara l'illegittimità costituzionale della norma con riferimento al divieto di produrre&nbsp;<span><span style="text-indent:26.4567px;">in appello deleghe, procure e altri atti di conferimento di potere pur quando ne sia stata incolpevolmente impossibile la produzione in primo grado il che ovviamente &quot;comporta un’ingiustificabile compressione del diritto alla prova (sentenze n. 41 del 2024 e n. 275 del 1990), quale nucleo essenziale del diritto di difesa&nbsp;</span><em style="text-align:justify;text-indent:26.4567px;">ex</em><span style="text-align:justify;text-indent:26.4567px;">&nbsp;art. 24 Cost. (sentenze n. 205 del 1997 e n. 248 del 1974) e del contraddittorio.&quot;</span></span></p><p><span><span style="text-align:justify;text-indent:26.4567px;">Inoltre a conferma invece della norma sul divieto di deposito di nuove prove in appello nel processo tributario&nbsp;<span><span>la Consulta ha escluso sussistere un vizio di costituzionalità.</span></span></span></span></p><p><img src="/post%20del%2017.1.2024.jpg"><span><span style="text-align:justify;text-indent:26.4567px;"><span><span></span></span></span></span></p><p></p><div><div><div><div><br/></div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Fri, 28 Mar 2025 10:25:26 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Interessante decreto della Terza sez. civile Trib. di Napoli Nord n. 2072 del 20.3.2025 sulla sospensione dei termini di prescrizione e decadenza (covid). ]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/non-sempre-le-provvigioni-del-mediatore-vanno-corrisposte1</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/napoli nord.jpeg"/> Nella ricerca di certezze nel complicato settore della riscossione ed in particolare nella valutazione della fondatezza o meno di eccezio ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_yygkkA15TFC1qNGpBtnQvw" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_a9SHvJZvTw62YiEIxYA1AQ" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_3cuwPHTNQP221Sb5bLI2oQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_ew4CB8J7RY62HKg09Qi-nA" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true">Opposizione allo stato passivo <span>(artt. 206 – 207 CCII)</span>. Accoglimento delle tesi dell'ADER sulla sospensione dei termini COVID.<br/></h2></div>
<div data-element-id="elm_9X3kzZMrSOO71Mzg7w6t4w" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-justify " data-editor="true"><p>Nella ricerca di certezze nel complicato settore della riscossione ed in particolare nella valutazione della fondatezza o meno di eccezioni di prescrizione in ordine a pretese erariali antecedenti al periodo Covid, interviene da ultimo il decreto della Terza Sezione civile del Tribunale di Napoli nord n.&nbsp;&nbsp;2072 del 20.3.2025, con il quale, in accoglimento delle tesi difensive sul punto dello Studio Legale Giametta, è stata integralmente accolta l'opposizione allo stato passivo proposta&nbsp;nell'interesse di Agenzia delle Entrate Riscossione. Il decreto, capovolgendo le determinazioni del Giudice Delegato, ammette al passivo ingenti importi dovuti a titolo di tasse e contributi alla stregua della prova documentale depositata in giudizio ed, in particolare, accogliendo le tesi sulla sospensione dei termini &quot;Covid&quot;. Nel decreto, infatti, la Sezione&nbsp; Terza in persona del Presidente dott. Petruzziello e del Relatore dott. Di Giorgio, in conformità alle tesi della più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione sui termini di sospensione &quot;COVID&quot;, chiarisce che gli stessi si applicano non soltanto in relazione a quelle attività da compiersi entro l’arco temporale previsto dalla norma, ma anche con riguardo alle altre attività, nel senso che si determina uno spostamento in avanti del decorso dei termini per la stessa durata della sospensione. In tal senso depone il dato letterale della disposizione dettata dall’art. 67 e l’espresso richiamo alla disposizione di carattere generale prevista dall’art. 12, comma 1, d.lgs. n. 159 del 2015, il quale stabilisce che le disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi, a favore dei soggetti interessati da eventi eccezionali, comportano altresì, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212.&nbsp;</p><p><a href="https://drive.google.com/file/d/1UN1-MkUeAOiFUQC0HQWaM_JnZVqOpvhO/view?usp=sharing" title="Leggi qui il decreto per esteso" target="_blank" rel="">Leggi qui il decreto per esteso</a></p></div>
</div><div data-element-id="elm_RIrc45-CSF6mtqXkxpIThA" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md " href="javascript:;" target="_blank"><span class="zpbutton-content">Get Started Now</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Fri, 28 Mar 2025 09:00:00 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Ordine comunale di cessazione dell'esercizio farmaceutico e di demolizione dell'immobile in cui lo stesso si svolge? Illegittimi e tardivi... per il TAR Campania Napoli la farmacia resta lì dov'è.]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/ordine-comunale-di-cessazione-e-demolizione-dell-esercizio-farmaceutico-illegittimo-e-tardivo-per-il</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/images/pexels-photo-2995406.jpeg"/>Con sentenza recentissima ed interessante il TAR per la Campania, Napoli ha accolto il ricorso e dichiarato l'illegittimità dei provvedimenti comunali ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_sLtlVWi8Qoar0Q1ftZBK7g" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_MBjn9iF5QqesXL2L9GAqeA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_bLpRRnaNQBmcUqLr5mzxrQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"> [data-element-id="elm_bLpRRnaNQBmcUqLr5mzxrQ"].zpelem-col{ border-radius:1px; } </style><div data-element-id="elm_IYbAJh8ZQkSaM6wtAppRKQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style> [data-element-id="elm_IYbAJh8ZQkSaM6wtAppRKQ"].zpelem-heading { border-radius:1px; } </style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center " data-editor="true">Con la sentenza n. 2941 del 6.5.2024 il TAR Campania Napoli, accogliendo le tesi difensive dello Studio Legale Giametta, ha dichiarato illegittimi i gravissimi provvedimenti comunali siccome assunti in violazione delle norme sull'autotutela.</h2></div>
<div data-element-id="elm_4G-LlnmhQdqHrABMqot4iA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style> [data-element-id="elm_4G-LlnmhQdqHrABMqot4iA"].zpelem-text { border-radius:1px; } </style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p>Con sentenza recentissima ed interessante il TAR per la Campania, Napoli ha accolto il ricorso e dichiarato l'illegittimità dei provvedimenti comunali di annullamento dei titoli edilizi relativi all'immobile ove si svolge l'attività farmaceutica e la contestuale cessazione della stessa.&nbsp;</p><p>Il TAR accogliendo le istanze cautelari monocratiche e collegiali richieste dallo Studio Legale Giametta, ha impedito che la Farmacia chiudesse anche un solo giorno. All'esito del giudizio con la sentenza in commento il TAR dichiara illegittimo non solo l'operato del Comune quanto ai provvedimenti diretti verso la farmacia ma anche le conseguenti ordinanze di demolizione mosse verso i proprietari degli immobili locati alla titolare della farmacia. A tale esito favorevole, la sentenza giunge intervenendo sul tema dei termini per l'esercizio del potere di autotutela e dell'ambito dei presupposti per tale esercizio. Dopo ampia illustrazione dei motivi di ricorso e della materia del contendere <a href="https://drive.google.com/file/d/1hoCNdxgdKz1WZPZYeGvhlPNgTRuBPbYi/view?usp=sharing" title="(clicca qui per leggere la sentenza per esteso) " target="_blank" rel="">(clicca qui per leggere la sentenza per esteso)</a> la sentenza conclude come segue:&nbsp;<span style="font-style:italic;">&quot;<span style="font-size:11pt;color:inherit;">Dunque non può ritenersi che siano state le dichiarazioni del tecnico di parte privata ad aver indotto in errore l’Amministrazione e ritardato la scoperta dei vizi dei provvedimenti annullati, poiché ad esse ha fatto seguito un’istruttoria relativa proprio ai suddetti aspetti da cui è scaturita una sequenza procedimentale che ha condotto alla sanatoria degli abusi rilevati ed all’archiviazione del procedimento sanzionatorio. Le valutazioni che l’Amministrazione ha posto a fondamento dell’annullamento in autotutela scaturiscono, dunque, da una mera rivalutazione del medesimo compendio probatorio già esaminato in precedenza e non dalle dichiarazioni delle parti private. Dunque non si configurano i presupposti perché possa trovare applicazione il più ampio termine di cui all’art. 21-nonies comma 2-bis L. 241/90&quot;.</span></span></p><p><span style="font-style:italic;"><span style="font-size:11pt;color:inherit;"><br></span></span></p></div>
</div><div data-element-id="elm_uaj1_R9Z_IxE7DAaOQizwA" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_uaj1_R9Z_IxE7DAaOQizwA"] .zpimage-container figure img { width: 1080px ; height: 720.00px ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_uaj1_R9Z_IxE7DAaOQizwA"] .zpimage-container figure img { width:723px ; height:482.00px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_uaj1_R9Z_IxE7DAaOQizwA"] .zpimage-container figure img { width:415px ; height:276.67px ; } } [data-element-id="elm_uaj1_R9Z_IxE7DAaOQizwA"].zpelem-image { border-radius:1px; } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-size-fit zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/aaa_9192861_tar_campania_10x15.png" width="415" height="276.67" loading="lazy" size="fit" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div><div data-element-id="elm_7XVhpw6zS5OKq1tZ0-TkSg" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style> [data-element-id="elm_7XVhpw6zS5OKq1tZ0-TkSg"].zpelem-button{ border-radius:1px; } </style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center "><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="https://drive.google.com/file/d/1hoCNdxgdKz1WZPZYeGvhlPNgTRuBPbYi/view?usp=sharing" target="_blank"><span class="zpbutton-content">clicca qui per leggere la sentenza per esteso</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Fri, 10 May 2024 17:18:59 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Quando sono dovute le provvigioni al mediatore immobiliare ]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/non-sempre-le-provvigioni-del-mediatore-vanno-corrisposte</link><description><![CDATA[Accogliendo le tesi dello Studio Legale Avv. Sirio Giametta, il Tribunale di Napoli Nord (dott. D'Angiolella) ha, con recentissima sentenza, revocato ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_pg2H5fpeQE-S0FpZa4aihQ" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_1zjRNqQcQh6nPhzRGacQtg" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_svdPGs9fTDyude8rJRwChA" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"> [data-element-id="elm_svdPGs9fTDyude8rJRwChA"].zpelem-col{ border-radius:1px; } </style><div data-element-id="elm_-rOYpXqzT6yrLYiwWOqJFw" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style> [data-element-id="elm_-rOYpXqzT6yrLYiwWOqJFw"].zpelem-heading { border-radius:1px; } </style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center " data-editor="true">Sentenza del Tribunale di Napoli Nord n.1642 del 27/03/2024&nbsp;</h2></div>
<div data-element-id="elm_6w6qbPrRQxGp_ELr2nAD0Q" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style> [data-element-id="elm_6w6qbPrRQxGp_ELr2nAD0Q"].zpelem-text { border-radius:1px; } </style><div class="zptext zptext-align-left " data-editor="true"><p style="text-align:left;"><br></p></div>
</div><div data-element-id="elm_r17a8od79r9CMNE6aRfbpQ" data-element-type="imagetext" class="zpelement zpelem-imagetext "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_r17a8od79r9CMNE6aRfbpQ"] .zpimagetext-container figure img { width: 612px !important ; height: 408px !important ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_r17a8od79r9CMNE6aRfbpQ"] .zpimagetext-container figure img { width:612px ; height:408px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_r17a8od79r9CMNE6aRfbpQ"] .zpimagetext-container figure img { width:612px ; height:408px ; } } [data-element-id="elm_r17a8od79r9CMNE6aRfbpQ"].zpelem-imagetext{ border-radius:1px; } </style><div data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="left" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimagetext-container zpimage-with-text-container zpimage-align-left zpimage-size-original zpimage-tablet-fallback-original zpimage-mobile-fallback-original hb-lightbox " data-lightbox-options="
            type:fullscreen,
            theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/real-estate-agents-shake-hands-after-the-signing-of-the-contract-agreement-is-complete.jpg" width="612" height="408" loading="lazy" size="original" data-lightbox="true"/></picture></span></figure><div class="zpimage-text zpimage-text-align-justify " data-editor="true"><p><span style="color:inherit;font-size:18px;">Accogliendo le tesi dello Studio Legale Avv. Sirio Giametta, il Tribunale di Napoli Nord (dott. D'Angiolella) ha, con recentissima sentenza, revocato il decreto ingiuntivo ottenuto dall'agenzia immobiliare ritenendo non sussistenti le condizioni per la corresponsione delle provvigioni richieste in considerazione, tra l'altro, della mancata conclusione dell'affare. A tali conclusioni il Giudicante giunge accogliendo le tesi difensive sull'assenza di una valida proposta irrevocabile. Inoltre e sopratutto la sentenza opera interessante excursus sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione sui presupposti affinché nasca il credito a titolo di provvigioni in capo all'agente immobiliare.&nbsp;</span><br></p><p><br></p></div>
</div></div><div data-element-id="elm_X3bASQWtS0qO_fpJtY_mjg" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style> [data-element-id="elm_X3bASQWtS0qO_fpJtY_mjg"].zpelem-button{ border-radius:1px; } </style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center "><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="https://drive.google.com/file/d/1n3JTglHyDMCyBEObF84cOe1yEUuNlucY/view?usp=sharing" target="_blank"><span class="zpbutton-content">Clicca quì per leggere la sentenza per esteso</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 06 Apr 2024 12:52:04 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[STUDIO LEGALE GIAMETTA TRA GLI STUDI LEGALI DELL' ANNO PER CORRIERE DELLA SERA E RANKING PROFESSIONI]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/studio-giametta-tra-gli-studi-legali-dell-anno-per-corriere-della-sera-e-ranking-professioni</link><description><![CDATA[I parametri considerati dal Comitato scientifico (docenti della Cattolica e della Statale di Milano) per il contest &quot;Studio Legale dell'anno 2024 ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_86hBK8VsRniR-w-s3gavVg" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_75XMHRwxS6Owc0mYOxRF7Q" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_EqknmH1wQWm3Hpy5dCpz0g" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_0ZYQauFQQNaZ5F_fDm_3sA" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style> [data-element-id="elm_0ZYQauFQQNaZ5F_fDm_3sA"].zpelem-heading { border-radius:1px; } </style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center " data-editor="true">Onorati per questo riconoscimento del prestigioso quotidiano</h2></div>
<div data-element-id="elm_bUhMMjeZQQamWQQbINh_Rw" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style> [data-element-id="elm_bUhMMjeZQQamWQQbINh_Rw"].zpelem-text { border-radius:1px; } </style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p><span style="color:inherit;">I parametri considerati dal Comitato scientifico (docenti della Cattolica e della Statale di Milano) per il contest &quot;Studio Legale dell'anno 2024&quot; che vede lo Studio legale avv. Sirio Giametta tra i finalisti: <span style="font-style:italic;">capacità di innovare, presenza sui social media, servizi e practice innovative, smart working, iniziative di benefit partecipate dallo Studio, numero di sedi operative, clienti attivi nella regione in cui è presente la sede, numero clienti attivi fuori dalla regione principale, aumento del trend di incarichi, numero di citazioni su articoli e riviste specializzate</span></span><br></p></div>
</div><div data-element-id="elm_UPgGiGsQgJS8CMSz5ArUvw" data-element-type="imagetext" class="zpelement zpelem-imagetext "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_UPgGiGsQgJS8CMSz5ArUvw"] .zpimagetext-container figure img { width: 1080px ; height: 1493.52px ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_UPgGiGsQgJS8CMSz5ArUvw"] .zpimagetext-container figure img { width:723px ; height:999.83px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_UPgGiGsQgJS8CMSz5ArUvw"] .zpimagetext-container figure img { width:415px ; height:573.90px ; } } [data-element-id="elm_UPgGiGsQgJS8CMSz5ArUvw"].zpelem-imagetext{ border-radius:1px; } </style><div data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="left" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimagetext-container zpimage-with-text-container zpimage-align-left zpimage-size-fit zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
            type:fullscreen,
            theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/studio%20legale%20giametta%20corriere.jpeg" width="415" height="573.90" loading="lazy" size="fit" data-lightbox="true"/></picture></span></figure><div class="zpimage-text zpimage-text-align-left " data-editor="true"><p><br></p></div>
</div></div><div data-element-id="elm_VLXapWJu3oHrlyKe6YqXFw" data-element-type="imagetext" class="zpelement zpelem-imagetext "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_VLXapWJu3oHrlyKe6YqXFw"] .zpimagetext-container figure img { width: 1080px ; height: 1111.12px ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_VLXapWJu3oHrlyKe6YqXFw"] .zpimagetext-container figure img { width:723px ; height:743.83px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_VLXapWJu3oHrlyKe6YqXFw"] .zpimagetext-container figure img { width:415px ; height:426.96px ; } } [data-element-id="elm_VLXapWJu3oHrlyKe6YqXFw"].zpelem-imagetext{ border-radius:1px; } </style><div data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="left" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimagetext-container zpimage-with-text-container zpimage-align-left zpimage-size-fit zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
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            theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/indicatori%20corriere.jpeg" width="415" height="426.96" loading="lazy" size="fit" data-lightbox="true"/></picture></span></figure><div class="zpimage-text zpimage-text-align-left " data-editor="true"><p>Qui i parametri seguiti dal Comitato scientifico di primo ordine (docenti dell'Università Cattolica e della Università Statale di Milano) per stilare l'elenco.</p></div>
</div></div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 24 Feb 2024 15:12:28 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Sentenza n. 127 del 5.1.2024 della CGT di II Grado della Campania che conferma la possibilità di depositare nuove prove in appello nel processo tributario. ]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/sentenza-del-5.1.2024-della-cgt-di-ii-grado-della-campania-che-conferma-la-possibilità-di-depositare</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/images/lawyer-7325293_1280.png"/>La sentenza della CGT di secondo grado della Campania in parola, accogliendo appello proposto dallo Studio Giametta, ha deciso la vertenza in virtù de ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_oywsTyRPQH6sQzXO_Vm0MA" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_6YFtgijzRDSvhVNirGcyXw" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_wsjS3uffSqa7A7bAd2qCGQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm__T_OhLQxSHqe4Um4lgvs3Q" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style> [data-element-id="elm__T_OhLQxSHqe4Um4lgvs3Q"].zpelem-heading { border-radius:1px; } </style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center " data-editor="true"><div style="color:inherit;"><h1>Per effetto della riforma del processo tributario (Dlgs 220/2023), a partire dal 5.1.2024, l'art. 58 dlgs n. 546 del 1992 esclude la facoltà di depositare in secondo grado nuovi documenti. Quid iuris per gli appelli che si intendeva promuovere in virtù di tale facoltà ed il cui termine ancora corre all'entrata in vigore della riforma? Quid iuris per le condotte assunte in primo grado ritenendo che in secondo grado sarebbe stato possibile depositare nuovi documenti?&nbsp;</h1></div></h2></div>
<div data-element-id="elm_97GygAIwR2-y-_15PD349Q" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style> [data-element-id="elm_97GygAIwR2-y-_15PD349Q"].zpelem-text { border-radius:1px; } </style><div class="zptext zptext-align-center " data-editor="true"><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">La sentenza della CGT di secondo grado della Campania in parola, accogliendo appello proposto dallo Studio Giametta, ha deciso la vertenza in virtù del legittimo deposito di nuovi documenti in secondo grado alla stregua della disciplia ratione temporis vigente dell'art. 58 dlgs n. 546 del 1992.&nbsp;</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">In realtà la sentenza, anche perché la data di pubblicazione coincide con la data di entrata in vigore della riforma del processo tributario (<span style="color:inherit;">Dlgs 220/2023)</span>, è solo un pretesto per affrontare il tema dell'entrata in vigore della nuova versione dell'art. 58 dlgs n. 546/1992 in materia di nuovi mezzi di prova e nuovi documenti in appello.&nbsp;</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Ed invero, la formulazione dell'art. 58 <span style="text-decoration-line:underline;">prima delle riforma</span> prevedeva la seguente disciplina:&nbsp;</span><br></p><p style="text-align:justify;"><b><i><span style="font-weight:400;font-size:18px;">1. Il giudice d'appello non può disporre nuove prove, salvo che non le ritenga necessarie ai fini della decisione o che la parte dimostri di non averle potute fornire nel precedente grado di giudizio per causa ad essa non imputabile. 2. È fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti.</span></i></b></p><p style="text-align:justify;"><b><span style="font-weight:400;font-size:18px;">In particolare per comprendere lo stato a cui era giunta la giurisprudenza sull'ampiezza di tale potere di depositare documenti in secondo grado la sentenza in commento&nbsp; della CGT di II grado della Campania n. 127 del 5.1.2024 si è così espressa:<span style="font-style:italic;">&nbsp;</span></span></b></p><div style="color:inherit;"><p style="font-size:12pt;text-align:justify;"><i>Secondo quanto ricordato dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 12783/2015, i contribuenti e gli uffici che omettono di produrre documenti in primo grado, possono esibirli in secondo grado. Secondo la Cassazione, infatti, le parti possono depositare nuovi documenti in appello, dal momento che l'eventuale irritualità della loro produzione in primo grado non rileva. Nei medesimi sensi si era già pronunciata la medesima Corte con la sentenza 16959 del 5 ottobre 2012.</i></p><p style="font-size:12pt;text-align:justify;"><i>Con la citata sentenza, la Corte di cassazione ha, dapprima, puntualizzato che &quot;in tema di contenzioso tributario, l'art. 58, secondo comma, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 ha espressamente previsto e consentito la produzione di nuovi documenti in appello. (omissis...)</i></p><p style="font-size:12pt;text-align:justify;"><i>Ne consegue che, nel processo tributario, mentre prove ulteriori, rispetto a quelle già acquisite nel giudizio di primo grado, non possono essere disposte in appello, salvo che la parte dimostri di non averle potute fornire nel precedente grado di giudizio, i documenti possono essere liberamente prodotti anche in sede di gravame, ancorché preesistenti al giudizio svoltosi in primo grado, come nella specie, e ha fatto, comunque, salvo il deposito &quot;tardivo&quot; del documento proposto in appello.</i></p><p style="font-size:12pt;text-align:justify;"><i>Alla luce delle citate pronunce della Suprema Corte, la facoltà di produrre nuovi documenti in appello è consentita indipendentemente dalla impossibilità dell'interessato di produrli in primo grado per una causa a lui non imputabile: quest'ultimo requisito è, infatti, previsto dall'articolo 345 c.p.c., ma non dall'articolo 58. ( in termini v. pure ord. Cassazione civile, sez. trib., 27/09/2017, n. 22556).</i></p></div><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Questo è il passato....veniamo al presente e futuro.</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Come è noto <span style="text-decoration-line:underline;">per effetto della riforma&nbsp;l'a</span><span style="color:inherit;"><span style="text-decoration-line:underline;">rticolo 58</span> (sostituito dall'articolo 1, comma 1, lettera bb), del D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 220 mentre per l'applicazione si veda l'articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 220/2023 medesimo) <span style="text-decoration-line:underline;">ora prevede che</span>:</span></span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;font-size:18px;">1. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che il collegio li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ovvero che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile.</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;font-size:18px;">2. Possono essere proposti motivi aggiunti qualora la parte venga a conoscenza di documenti, non prodotti dalle altre parti nel giudizio di primo grado, da cui emergano vizi degli atti o provvedimenti impugnati.</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-style:italic;font-size:18px;">3. Non è mai consentito il deposito delle deleghe, delle procure e degli altri atti di conferimento di potere rilevanti ai fini della legittimità della sottoscrizione degli atti, delle notifiche dell'atto impugnato ovvero degli atti che ne costituiscono presupposto di legittimità che possono essere prodotti in primo grado anche ai sensi dell'articolo 14 comma 6-bis.</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Appare dunque evidente che a partire dai ricorsi notificati il 5.1.2024 vi è una evidente riduzione di quella che è una storica facoltà, nel processo tributario, di depositare in secondo grado nuovi documenti anche decisivi e ribaltare completamente sentenze di primo grado rese senza tener conto degli stessi.&nbsp;</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Quid iuris per gli appelli che si intendeva promuovere in virtù di tale facoltà ed il cui termine ancora corre all'entrata in vigore della riforma? E quid iuris per le condotte assunte in primo grado ritenendo che in secondo grado sarebbe stato possibile depositare nuovi documenti?</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="color:inherit;font-size:18px;">Il tema si riverbera sulle responsabilità di avvocati ed anche di funzionari delle PPAA che si ritrovano, rispettivamente, a dover consigliare e/o decidere quali appelli proporre alla stregua del &quot;discusso&quot; potere di depositare nuovi mezzi di prova in relazione ad impugnative di sentenze di primo grado decise fino al 5.1.2024.&nbsp;</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="color:inherit;font-size:18px;">E' pur vero che la norma è entrata in vigore nella sua nuova formulazione ma è anche vero che la stessa non è totalmente escludente dal momento che con la locuzione <span style="font-style:italic;">&quot;salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione&quot; </span>si potrebbero aprire le porte alla produzione di documenti relativamente ai giudizi di appello per i quali il termine ancora correva al 5.1.2024 ovvero agli appelli proposti avverso sentenze che decidono giudizi iscritti a ruolo in primo grado prima del 5.1.2024.&nbsp;</span><br></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;color:inherit;">A mio avviso sarebbe stato più opportuno far entrare in vigore la norma sulla produzione dei nuovi mezzi di prova in appello per tutti i giudizi iscritti a ruolo in primo grado dopo il 5.1.2024 in modo tale da assicurare a tutti coloro che hanno assunto comportamenti giuridici sia in primo che secondo grado tranquillità operativa nel delicato settore del diritto tributario ed assicurare che per gli appelli per i quali tuttora corrono i termini non vi sia una diversa disciplina per il sol fatto di aver proposto l'impugnativa dopo il 5.1.2024.</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Ai posteri l'ardua sentenza? io direi alla nuova magistratura tributaria....</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Buona riforma a tutti</span></p><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:18px;">Sirio Giametta</span></p></div>
</div><div data-element-id="elm_Iy_dPwf3T6OIDF-223XZ6g" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style> [data-element-id="elm_Iy_dPwf3T6OIDF-223XZ6g"].zpelem-button{ border-radius:1px; } </style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center "><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="https://drive.google.com/file/d/1Vb9UIG8bSUHwAuOEcC3vSfqpiseA5Y2q/view?usp=sharing" target="_blank"><span class="zpbutton-content">CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 13 Jan 2024 09:33:22 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Due sentenze (4.4.23 e 28.3.23) della Corte di Giustizia Tributaria di II grado del LAZIO ottenute dallo Studio Giametta con chiarimenti sulla legittimità della notifica a mezzo pec e sul calcolo degli interessi degli atti esattoriali ]]></title><link>https://www.studiogiametta.it/blogs/post/due-recentissime-sentenze-della-corte-di-giustizia-tributaria-di-ii-grado-del-lazio-ottenute-dallo-s</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://www.studiogiametta.it/WhatsApp Image 2021-05-29 at 11.09.32.jpeg"/>La prima delle due sentenze in commento (sentenza n. 1933 del 4.4.2023) chiarisce: a) infondatezza delle eccezione di nullità della costituzione in giu ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_lV3OH13FS-WT_hWvp7pg4Q" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_Y1F1HtAqSeGDID7gUGkW0Q" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_kkMsGkK4TcuH2d5uChL72w" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm__pTIHz0dQna24sE_zkEegg" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style> [data-element-id="elm__pTIHz0dQna24sE_zkEegg"].zpelem-heading { border-radius:1px; } </style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center " data-editor="true"><span style="font-size:24px;">Con le due sentenze in commento la CG tributaria del Lazio definisce i confini dell'ammissibilità delle impugnative degli atti esattoriali (ribaltando, in un caso la sentenza di primo grado e confermandola nel secondo) e, nel merito,&nbsp; motivando la infondatezza delle censure sulla pretesa illegittimità della notifica a mezzo pec degli stessi.</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_4CtoqBj81UJF4uh_uAsGPw" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_4CtoqBj81UJF4uh_uAsGPw"] .zpimage-container figure img { width: 242.12px !important ; height: 208px !important ; } } @media (max-width: 991px) and (min-width: 768px) { [data-element-id="elm_4CtoqBj81UJF4uh_uAsGPw"] .zpimage-container figure img { width:242.12px ; height:208px ; } } @media (max-width: 767px) { [data-element-id="elm_4CtoqBj81UJF4uh_uAsGPw"] .zpimage-container figure img { width:242.12px ; height:208px ; } } [data-element-id="elm_4CtoqBj81UJF4uh_uAsGPw"].zpelem-image { border-radius:1px; } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-size-custom zpimage-tablet-fallback-custom zpimage-mobile-fallback-custom hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/WhatsApp%20Image%202021-05-29%20at%2011.09.32.jpeg" width="242.12" height="208" loading="lazy" size="custom" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div><div data-element-id="elm_ifI8tWSmRe-R2_Q_i00btg" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style> [data-element-id="elm_ifI8tWSmRe-R2_Q_i00btg"].zpelem-text { font-size:14px; line-height:18px; letter-spacing:2px; border-radius:1px; } [data-element-id="elm_ifI8tWSmRe-R2_Q_i00btg"].zpelem-text :is(h1,h2,h3,h4,h5,h6){ font-size:14px; line-height:18px; letter-spacing:2px; } </style><div class="zptext zptext-align-justify " data-editor="true"><div style="color:inherit;"><div><span style="color:inherit;">La prima delle due sentenze in commento (sentenza n. 1933 del 4.4.2023) chiarisce:</span><br></div><div><div>a)<span style="font-weight:700;"> infondatezza delle eccezione di nullità della costituzione in giudizio dell'</span><span style="color:inherit;font-weight:700;">Agenzia delle Entrate Riscossione in quanto assistita da avvocato&nbsp;</span><span style="color:inherit;"><span style="font-weight:700;">del libero Foro</span>. In particolare la sentenza afferma: <span style="font-style:italic;">&quot;&nbsp;</span></span><span style="font-style:italic;"><span style="color:inherit;">Quanto alla questione preliminare sollevata nel giudizio di appello dalla contribuente in merito alla asserita&nbsp;</span><span style="color:inherit;">nullità della costituzione in giudizio della Agenzia delle Entrate Riscossione in quanto assistita da avvocato&nbsp;</span><span style="color:inherit;">del libero Foro, ossia l’eccepita violazione dell’art. 11 d.lgs. n. 546/92 (norma che recita: “L'ufficio dell'Agenzia&nbsp;</span><span style="color:inherit;">delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300&nbsp;</span></span></div></div><div><span style="font-style:italic;">nonché dell'agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, sta in giudizio direttamente o&nbsp;<span style="color:inherit;">mediante la struttura territoriale sovraordinata. Stanno altresì in giudizio direttamente le cancellerie o&nbsp;&nbsp;</span><span style="color:inherit;">segreterie degli uffici giudiziari per il contenzioso in materia di contributo unificato”), questa Corte ritiene di&nbsp;</span><span style="color:inherit;">doverla respingere: l’art. 4 novies del d.l. 30/4/2019 n. 34 conv. in L. 28 giugno 2019, recante “Norma di&nbsp;</span><span style="color:inherit;">interpretazione autentica in materia di difesa in giudizio dell’Agenzia delle Entrate Riscossione” afferma&nbsp;</span><span style="color:inherit;">infatti che “Il comma 8 dell'articolo 1 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,&nbsp;</span><span style="color:inherit;">dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, si interpreta nel senso che la disposizione dell'articolo 43, quarto&nbsp;</span><span style="color:inherit;">comma, del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, si applica esclusivamente nei casi&nbsp;</span><span style="color:inherit;">in cui l'Agenzia delle entrate-Riscossione, per la propria rappresentanza e difesa in giudizio, intende non&nbsp;</span><span style="color:inherit;">avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei giudizi a quest'ultima riservati su base convenzionale; la medesima&nbsp;</span><span style="color:inherit;">disposizione non si applica nei casi di indisponibilità della stessa Avvocatura dello Stato ad assumere il&nbsp;</span><span style="color:inherit;">patrocinio”.</span></span></div><div><span style="font-style:italic;">A chiarire poi la controversia interpretativa in merito al suddetto art. 11 – e dunque se l’Agente/Riscossore&nbsp;<span style="color:inherit;">abbia l’obbligo di stare in giudizio a mezzo propri funzionari con conseguente divieto di assistenza tecnica&nbsp;&nbsp;</span><span style="color:inherit;">da parte di avvocati del libero foro ovvero se debba trattarsi di una mera facoltà – le Sezioni Unite della&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Corte di Cassazione, con sentenza n. 19/11/2019 n. 30008, hanno definitivamente affermato il principio per&nbsp;</span><span style="color:inherit;">cui “in tutti i casi non espressamente riservati alla Avvocatura erariale su base convenzionale è possibile&nbsp;</span><span style="color:inherit;">per l’Agenzia avvalersi anche di avvocati del libero foro (per di più persistendo la facoltà aggiuntiva – ed</span></span></div><div><span style="font-style:italic;">alternativa rispetto ad entrambe quelle opzioni – di rappresentanza o avvalimento di dipendenti delegati&nbsp;<span style="color:inherit;">davanti al giudice di pace ed al tribunale) secondo un meccanismo sostanzialmente automatico:&nbsp;</span><span style="color:inherit;">- temperato dalla sola possibilità di derogare con delibera motivata e specifica nel primo dei due casi;&nbsp;</span><span style="color:inherit;">- nel secondo, regolato dalla necessità di rispettare – nella nomina – i criteri generali dell’atto generale&nbsp;</span><span style="color:inherit;">di cui al comma quinto dello stesso art. 1 e dei principi del codice dei contratti pubblici, temperato&nbsp;</span><span style="color:inherit;">dall’eccezione della volontaria assunzione del patrocinio da parte dell’Avvocatura erariale, derogabile, in&nbsp;</span><span style="color:inherit;">entrambi i casi, pure dalla facoltà di avvalimento anche di dipendenti delegati per i soli giudizi dinanzi a&nbsp;</span><span style="color:inherit;">giudici di pace e tribunali”.</span></span></div><br><div><div><span style="font-weight:700;">b) infondatezza della pretesa eccezione di inesistenza della notifica a mezzo pec degli atti esattoriali come segue:</span><span style="font-style:italic;">&quot;<span style="color:inherit;">Quanto alle modalità di notifica della detta cartella – la cui eccezione di irregolarità, sollevata nel presente&nbsp;</span><span style="color:inherit;">grado, appare ammissibile essendo stata posta la medesima questione dalla società contribuente nelle&nbsp;</span><span style="color:inherit;">memorie illustrative in primo grado – va premesso che in materia di notificazione a mezzo PEC dell’atto&nbsp;</span><span style="color:inherit;">della riscossione, la normativa di riferimento è l’art. 26, comma 2, del d.P.R. n. 602/73, ai sensi del quale: ”&nbsp;</span><span style="color:inherit;">La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al DPR 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo&nbsp;</span><span style="color:inherit;">posta elettronica certificata, all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta&nbsp;</span><span style="color:inherit;">elettronica certificata (INI-PEC), ovvero, per i soggetti che ne fanno richiesta, diversi da quelli obbligati ad&nbsp;</span><span style="color:inherit;">avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC, all’indirizzo dichiarato all’atto della&nbsp;</span><span style="color:inherit;">richiesta. In tali casi, si applicano le disposizioni dell’articolo 60 del DPR 29 settembre 1973, n. 600”.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Segnatamente, l'articolo 16 ter del D.L. n. 179/2012 prevede che la notifica PEC si intende validamente&nbsp;</span><span style="color:inherit;">svolta “se effettuata da un indirizzo certificato ed inviata ad un indirizzo anche esso certificato”, essendo la&nbsp;</span><span style="color:inherit;">ratio di tale norma quella di assicurare la necessaria certezza sulla provenienza e sulla destinazione dell’atto&nbsp;</span><span style="color:inherit;">da notificare, potendo la notificazione essere eseguita utilizzando esclusivamente un indirizzo di posta&nbsp;</span><span style="color:inherit;">elettronica certificata risultante dai pubblici registri (Cass. Sent. n. 17346/2019)&nbsp;</span><span style="color:inherit;">L’art. 26 d.P.R. n. 602/73 (“Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito”), stabilisce che “…La&nbsp;</span><span style="color:inherit;">notifica della cartella puo' essere eseguita, con le modalita' di cui al decreto del Presidente della Repubblica&nbsp;</span><span style="color:inherit;">11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo del destinatario risultante dall'indice&nbsp;</span><span style="color:inherit;">nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC), ovvero, per i soggetti che ne fanno richiesta,&nbsp;</span><span style="color:inherit;">diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell'INI-PEC,&nbsp;</span><span style="color:inherit;">all'indirizzo dichiarato all'atto della richiesta. In tali casi, si applicano le disposizioni dell'articolo 60 del decreto&nbsp;</span><span style="color:inherit;">del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600”, il cui art. 14, in particolare, rubricato “Elenco&nbsp;</span><span style="color:inherit;">dei gestori di posta elettronica certificata“, prescrive: ”Il mittente o il destinatario che intendono fruire del&nbsp;</span><span style="color:inherit;">servizio di posta elettronica certificata si avvalgono dei gestori inclusi in un apposito elenco pubblico&nbsp;</span><span style="color:inherit;">disciplinato dal presente articolo. Le pubbliche amministrazioni ed i privati che intendono esercitare&nbsp;</span><span style="color:inherit;">l'attivita' di gestore di posta elettronica certificata inviano al CNIPA domanda di iscrizione nell'elenco dei&nbsp;</span><span style="color:inherit;">gestori di posta elettronica certificata”.</span></span></div></div><div><span style="font-style:italic;">Tuttavia, dal combinato disposto di queste norme, non si ravvisa l’esistenza di alcun obbligo, per l’Agenzia&nbsp;<span style="color:inherit;">delle Entrate Riscossione, di un utilizzo esclusivo degli indirizzi pubblicati nei registri INIPEC ovvero&nbsp;</span><span style="color:inherit;">REGINDE, a pena di invalidità della notifica, ma solo l’onere di notifica all’indirizzo del destinatario pubblicato&nbsp;</span><span style="color:inherit;">nei pubblici registri.</span></span></div><div><span style="font-style:italic;">Va infatti considerato che ciò che rende identificabile e certo l’indirizzo non è il nome utente antecedente il&nbsp;<span style="color:inherit;">simbolo @ (corrispondente alla mera articolazione organizzativa/territoriale competente) bensì il dominio&nbsp;</span><span style="color:inherit;">presente successivamente a tale simbolo, che individua l’indirizzo governativo dell’Agenzia delle Entrate&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Riscossione.&nbsp;&nbsp;</span></span></div><div><div><span style="color:inherit;"><span style="font-weight:700;">c) infondatezza dell'eccezione di pretesa carenza motivazionale quanto agli interessi dell'atto esattoriale come segue</span>:&nbsp;</span><span style="font-style:italic;"><span style="color:inherit;">Quanto in ordine al contenuto motivazionale della cartella, segnatamente in tema di calcolo degli interessi,&nbsp;</span><span style="color:inherit;">ritenuto “impossibile” dal contribuente sulla base della mera lettura della stessa, va considerato che anche&nbsp;</span><span style="color:inherit;">alla cartella di pagamento è applicabile il disposto dell’art. 7, comma 1, della L. n. 212/00, secondo cui: ”Gli&nbsp;</span><span style="color:inherit;">atti dell’amministrazione finanziaria sono motivati secondo quanto prescritto dalla L. 7 agosto 1990, n. 241,&nbsp;</span><span style="color:inherit;">art. 3, concernente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, indicando i presupposti di fatto e le&nbsp;</span><span style="color:inherit;">ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione”; il comma 3 dello stesso articolo&nbsp;</span><span style="color:inherit;">aggiunge poi che sul titolo esecutivo vada riportato “il riferimento all’eventuale precedente atto di&nbsp;</span><span style="color:inherit;">accertamento ovvero, in mancanza, la motivazione della pretesa tributaria”.&nbsp;&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Con recente chiarificatrice sentenza delle Sezioni Unite (n. 22281/22) la Suprema Corte ha tuttavia precisato&nbsp;</span><span style="color:inherit;">che nelle ipotesi di controllo automatizzato ai sensi dell’art. 36 bis d.P.R. n. 602/73 e art. 54 bis d.P.R. n.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">633/72 – nel caso di specie la cartella deriva da controllo automatizzato della dichiarazione Mod. Unico&nbsp;</span><span style="color:inherit;">/2015 per i redditi dell’anno 2014, trattandosi pertanto di importi a debito iscritti dall’Ufficio in relazione a&nbsp;</span><span style="color:inherit;">quanto dichiarato dalla contribuente nella propria dichiarazione dei redditi – “il contribuente si trova già nella&nbsp;</span><span style="color:inherit;">condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che&nbsp;</span><span style="color:inherit;">l’onere di motivazione può considerarsi assolto dall’Ufficio mediante il mero richiamo alla dichiarazione&nbsp;</span><span style="color:inherit;">medesima, proprio con riferimento al debito per tributi vari ed interessi…il riferimento agli elementi della&nbsp;</span><span style="color:inherit;">dichiarazione quadro, modulo, rigo, periodo di riferimento, data degli eventuali versamenti tardivi – esonera&nbsp;</span><span style="color:inherit;">l’amministrazione dall’onere motivazionale in ordine all’obbligazione relativa agli interessi (Cass., 8 marzo&nbsp;</span><span style="color:inherit;">2019, n. 6812, più volte cit.), limitatamente alla decorrenza dell’obbligazione che il contribuente può&nbsp;</span><span style="color:inherit;">agevolmente individuare, mentre lascia inalterata la necessità che l’emittente la cartella fornisca l’indicazione&nbsp;</span><span style="color:inherit;">del parametro normativo in base al quale l’amministrazione ha proceduto al computo degli interessi indicati&nbsp;</span><span style="color:inherit;">in cartella”, adempimento che è stato ottemperato dall’Ente Riscossore, come può evincersi dalla lettura&nbsp;</span><span style="color:inherit;">della cartella stessa.</span></span></div></div><div><span style="color:inherit;"><br></span></div><div><div style="color:inherit;"><div>Le seconda sentenza (sentenza n. 1745 del 28.3.2023) accogliendo l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate Riscossione e rigettando l'appello incidentale proposto dal contribuente ha così statuito sulla legittimità della notifica a mezzo pec degli atti esattoriali e sulla legittimità della difesa da parte di avvocato del libero foro oltre che chiarito che con la prova della intervenuta prova della notifica degli atti esattoriali il ricorso non può che essere dichiarato inammissibile per tardività:&nbsp;<span style="font-style:italic;"><span style="color:inherit;">In via del tutto preliminare ritiene il Collegio di concordare con le motivazioni dei giudici di prime cure a&nbsp;</span><span style="color:inherit;">sostegno dell’infondatezza delle censure formulate nel ricorso, di nullità della notifica effettuata via PEC&nbsp;</span><span style="color:inherit;">degli atti in oggetto e dell’inammissibilità della costituzione dell'Agenzia tramite avvocato del libero foro, a&nbsp;</span><span style="color:inherit;">cui si rinvia in ossequio al principio fondamentale di sinteticità degli atti giudiziari, unanimemente&nbsp;</span><span style="color:inherit;">riconosciuto applicabile anche al processo tributario.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Ciò premesso, assorbente di qualsivoglia ulteriore doglianza si presenta il rinvenimento in atti della prova&nbsp;</span><span style="color:inherit;">delle avvenute notifiche delle cartelle di cui in sentenza è stata sancita la mancanza.</span></span></div><div style="color:inherit;"><div><span style="font-style:italic;">Orbene, in disparte l’affermazione dell’appellante di aver depositato copia di dette relate già anche in&nbsp;<span style="color:inherit;">primo grado, le stesse risultano oggi depositate a corredo dell’atto di appello che, per granitica&nbsp;</span><span style="color:inherit;">giurisprudenza, è assolutamente consentito.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Tanto consente a questo Collegio di evidenziare la fallacia della sentenza di primo grado laddove, proprio&nbsp;</span><span style="color:inherit;">con riferimento alla presenza di tale documentazione di cui non si è avveduta, ha accolto le doglianze del&nbsp;</span><span style="color:inherit;">ricorrente, quando, invece, avrebbe dovuto dichiararne l’inammissibilità per tardività, atteso che lo&nbsp;</span><span style="color:inherit;">stesso – a fronte della corretta notifica delle cartelle – avrebbe dovuto sottoporre queste a gravame, e&nbsp;</span><span style="color:inherit;">non già, come ha fatto, il preavviso di fermo.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Essendo, pertanto, spirato senza alcuna sottoposizione a ricorso, il periodo di 60 giorni fissato dal&nbsp;</span><span style="color:inherit;">legislatore all’art. 21 del D.L.vo 31 dicembre 1992, n. 546 per impugnare le cartelle regolarmente&nbsp;</span></span></div><div><span style="font-style:italic;">notificate e ricevute (come si evince dalla documentazione in atti), il giudice di prime cure avrebbe,&nbsp;<span style="color:inherit;">ripetesi, dovuto dichiarare l’inammissibilità del ricorso per tardività.&nbsp;</span><span style="color:inherit;">Non avendo così proceduto, l’odierno Collegio non può che determinarsi per l’accoglimento dell’appello&nbsp;</span><span style="color:inherit;">dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.</span><span style="color:inherit;">&nbsp;</span></span></div></div><br><div><br></div></div></div><div><br></div></div></div>
</div><div data-element-id="elm_Q4fQDGPmTmuweiJn5-4qfg" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style> [data-element-id="elm_Q4fQDGPmTmuweiJn5-4qfg"].zpelem-button{ border-radius:1px; } </style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center "><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-none " href="javascript:;" target="_blank"><span class="zpbutton-content">Get Started Now</span></a></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Tue, 04 Apr 2023 15:34:08 +0000</pubDate></item></channel></rss>